NO ALCOL NO DROGA
NON FARTI GUIDARE DA ALCOL E DROGA
La sicurezza inizia prima di accendere il motore
Mettersi alla guida è un gesto quotidiano che comporta una responsabilità concreta verso sé stessi e verso gli altri.
L’assunzione di alcol o sostanze stupefacenti altera la percezione del rischio, riduce i tempi di reazione e compromette la capacità di controllo del veicolo, aumentando in modo significativo la probabilità di incidenti.
La campagna “Non farti guidare da alcol e droga” nasce con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini – in particolare i più giovani – sui rischi reali connessi alla guida in stato di alterazione psicofisica.

Il limite legale: cosa dice la normativa
La normativa vigente stabilisce che il tasso alcolemico massimo consentito alla guida è pari a 0,5 g/l per la generalità dei conducenti.
Tuttavia, per alcune categorie la legge è molto più rigorosa.
🚫 Per questi conducenti il limite è 0,0 g/l:
-
Neopatentati (nei primi tre anni dal conseguimento della patente)
-
Conducenti di età inferiore a 21 anni
-
Conducenti professionali (trasporto persone o merci)
Il superamento dei limiti comporta:
-
sanzioni amministrative pecuniarie;
-
decurtazione dei punti patente;
-
sospensione della patente;
-
nei casi più gravi, sanzioni penali e arresto;
-
eventuale confisca del veicolo.

Non è solo una questione di sanzioni
La normativa non è pensata per punire, ma per prevenire.
Guidare dopo aver assunto alcol o droga significa:
-
ridurre la lucidità e la capacità di valutazione;
-
sottovalutare la velocità e le distanze;
-
mettere a rischio la propria vita e quella degli altri.
Ogni incidente evitato è una conseguenza diretta di una scelta responsabile.
Scegliere responsabilmente
La prevenzione passa da comportamenti semplici ma fondamentali:
-
se hai bevuto, non guidare;
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organizza un rientro alternativo;
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designa un conducente sobrio;
-
utilizza mezzi pubblici o servizi di trasporto.
La libertà di muoversi non può trasformarsi in un pericolo per gli altri.

Un impegno condiviso
a Polizia Locale Alto Ferrarese promuove questa campagna per rafforzare una cultura della guida consapevole, attraverso:
-
attività di controllo mirato;
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iniziative di sensibilizzazione;
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collaborazione con scuole e associazioni;
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diffusione di materiale informativo.
La sicurezza stradale è una responsabilità collettiva.
Ogni scelta consapevole contribuisce a proteggere la comunità.

DOMANDE FREQUENTI (FAQ)
L’art. 186 del Codice della Strada stabilisce che il limite massimo consentito per la generalità dei conducenti è 0,5 grammi per litro (g/l) di sangue.
La normativa distingue tre fasce di rilevanza:
0,5 – 0,8 g/l → sanzione amministrativa, decurtazione punti e sospensione patente;
0,8 – 1,5 g/l → reato penale, ammenda e arresto;
oltre 1,5 g/l → reato penale aggravato, arresto più severo e possibile confisca del veicolo.
Ai sensi dell’art. 186-bis del Codice della Strada, il tasso alcolemico deve essere pari a 0,0 g/l per:
-
conducenti di età inferiore a 21 anni;
-
neopatentati (nei primi tre anni dalla patente);
-
conducenti professionali (trasporto persone o merci).
Per tali categorie qualsiasi valore superiore a zero comporta sanzioni, anche se inferiore a 0,5 g/l.
L’art. 187 del Codice della Strada vieta la guida in stato di alterazione dovuto all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope.
A differenza dell’alcol, non è previsto un “limite quantitativo”:
è sufficiente che venga accertato lo stato di alterazione per configurare il reato.
Le conseguenze possono includere:
-
ammenda e arresto;
-
sospensione della patente;
-
revoca nei casi più gravi;
-
confisca del veicolo se di proprietà del conducente.
Il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti per la verifica dello stato di ebbrezza alcolica (art. 186 Codice della Strada) o dell’alterazione da sostanze stupefacenti (art. 187 Codice della Strada) costituisce una violazione autonoma.
La normativa prevede che il rifiuto venga sanzionato come l’ipotesi più grave prevista dalla legge.
In particolare possono essere applicate:
-
sanzioni penali (ammenda e arresto);
-
sospensione della patente di guida per un periodo rilevante;
-
decurtazione dei punti;
-
confisca del veicolo, se di proprietà del conducente.
Il rifiuto non evita quindi le conseguenze, ma comporta l’applicazione delle sanzioni più severe previste per la guida in stato di alterazione.
Sì.
Se la guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze causa lesioni o decesso, si applicano aggravanti specifiche previste dal codice penale, con pene significativamente più severe.
Non esiste una regola valida per tutti. Il metabolismo varia in base a peso, sesso, quantità assunta e condizioni fisiche. Il tempo è l’unico fattore che riduce il tasso alcolemico.
No. Possono ridurre la sensazione di stanchezza, ma non abbassano il tasso alcolemico.
Non sempre. La compagnia assicurativa può esercitare diritto di rivalsa nei confronti del conducente.
No. La guida in stato di alterazione mette a rischio passeggeri, pedoni e altri utenti della strada.
Perché la guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze è tra le principali cause di incidenti gravi
Sì. I controlli possono essere effettuati nell’ambito di servizi programmati di prevenzione, anche in assenza di comportamenti di guida anomali.
No. Alcune sostanze possono essere rilevate anche a distanza di tempo, in base al tipo di sostanza e agli strumenti di accertamento utilizzati.
Sì. Il conducente è sempre responsabile della propria condotta di guida, indipendentemente dalla proprietà del veicolo.
Sì. Nei casi più gravi, in particolare se si verificano lesioni o decessi, la guida in stato di alterazione può comportare conseguenze penali rilevanti.
Test di consapevolezza
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